PRECEDENTEMENTE — La data della performance Blue But Happy si avvicina, e BBH continua a produrre parole — ma non quelle del romanzo HAPPY DREAM. Collage, copioni e nuovi esperimenti di scrittura, disperdono la narrazione in una costellazione di forme alternative. A complicare le cose interviene Grande Madre, che si appassiona all’illustrazione di Bella Cignetta, la breve fiaba che BBH aveva scritto quasi per caso. Le sue bozze di anatre, oche e altri pennuti trasformano la storiella in qualcosa di inatteso, insinuando il dubbio che l’eroina dai piedi palmati possa avere un peso simbolico maggiore di quanto BBH voglia ammettere. Mentre lo spettacolo prende forma, emerge un’inquietudine più profonda: Imperatrice non ha risposto alla mail con cui BBH l’aveva invitata. Sarcasmo, divagazioni e nuove immagini invadono lo spazio della scrittura e BBH si ritrova così davanti a una verità difficile da accettare: forse sta costruendo con grande energia tutto ciò che circonda la storia — ma non la storia stessa.
— E allora BBH non deve indossare nient’altro che rosa. —
Ha statuito Grande Madre.
Strega muta, io ferma, i fogli tutti sparpagliati per terra.
Grande Madre ha mantenuto lo sguardo fisso su Strega, sciogliendo le braccia incrociate e carezzando con i polpastrelli il velluto del divano su cui sedeva rigida.
Vedete, Strega non l’aveva presa bene. Ha affidato i costumi per la mia performance a Grande Madre e mentre lei (Strega) è a farsi in quattro perché la sua galleria accolga uno show culturalmente sensato, cosa fa Grande Madre? S’impigrisce con la pianificazione dei costumi!
Scherza? La prende in giro? Vuole sabotarci?
Che se le tenga pure le subdole teorie che devo entrare in scena come sono, jeans e maglietta usati, perché “a fare tutto il lavoro” saranno i mie capelli rosa confetto!
Tanto vale smascherarla: Grande Madre non s’impegna nella sua unica mansione per sabotare me, per sabotare lei (Strega) e per nutrire il suo prezioso narcisismo, vendendoci la sua …pusillanimità… per una “scelta estetica colta”.
Qui dovete credermi sulla parola: Grande Madre era ammutolita. Lo sguardo fermo, le labbra discostate.
Aspettavo da parte sua uno sbuffo di sufficienza, una delle sue risatine sarcastiche. Per un momento ho temuto che per ferire Strega si mettesse a piangere.
Invece Grande Madre ha incrociato le braccia, s’è seduta sul Camaleonda turchese del salotto di casa di Strega (era in piedi mentre Strega — anche lei in piedi — faceva volare all’aria i fogli con l’ordine dei suoi look di scena, varie e sofisticati, uno per ogni replica, mentre per me non c’era nemmeno un post-it, come se la protagonista dello show non avesse bisogno di una costumista) e ha risposto come ho detto. Che allora “BBH” non deve indossare nient’altro che rosa.
PER NON PARLARE DELL’OVVIO — Il rosa, intrinsecamente contraddittorio, non è solo il colore narrativo di BBH: è il colore naturale dei suoi capelli. Come lei, la sua chioma non vuole essere presa troppo sul serio, ma quando la guardi bene è stranamente radicale. E infatti, a dirla tutta, aveva anche ragione Grande Madre col suo BBH non deve fare nulla. I suoi capelli fanno già tutto. Ma tant’è.
La cosa non è così semplice. Il rosa è associato a una certa frivolezza, uno strato che si aggiunge a un nostro potenziale discredito. In più, creare un intero guardaroba monocromo con la prima scadenza a 14 giorni è quello che si può definire un’impresa. Ma se c’è una cosa che a Strega non manca sono i contatti, e la capacità di usarli. Specie tramite gli agganci della sua giovane cognata: Bambola.
Piccola parentesi: se ancora non l’ho detto (ma lo so che l’ho detto) Bambola è impegnata nella creazione del suo brand di alta gioielleria, il cui debutto non è imminente ma vicino. Si trovava in città mentre nel salotto di Strega si svolgeva il siparietto sopra-riportato ed è stata convocata all’istante.
ALTRA PARENTESI — La deviazione della settimana è ufficialmente la moda. C’è da rimpiangere i tempi in cui BBH citava Better Than Luck, mostrandoci quantomeno la volontà, in assenza della capacità, di giungere a HAPPY DREAM. Ma eccoci qui, a indugiare ancora su cosa debba indossare il suo personaggio.
Bambola è arrivata con i suoi straordinari comodi e le buste delle shopping i gomiti alla Cher Horowiz. Ma l’idea del personaggio artista dai capelli rosa, vestita di rosa (che intanto Grande Madre aveva incominciato a schizzare), le è sembrato una dimostrazione della tesi che lei stessa vuole portare avanti con i suoi gioielli: l’eloquenza del colore, quando parla una gradazione per volta.
Ha insistito che ai gioielli rosa di BBH ci penserà lei. E ha detto qualcosa tipo che un personaggio monocromatico è memorabile che già BBH è il suo stesso branding.
BRANDING? — Ecco le implicazioni più inaffrontabili del coinvolgere Bambola.
Vi è mai capitato di sentirvi un oggetto di scena? A me sì: mentre Strega, Grande Madre e Bambola mi trattavano nella versione illogica e imperfetta di Barbie.
Un’artista non dovrebbe avere le ciocche spettinate e discreditare la moda come superficiale? Cliché!
Un personaggio non dovrebbe avere un solo abito per risultare iconico? Cliché!
Il rosa è frivolo, infantile, respingente, intellettualmente contro-intuitivo? Cliché!
BEH — E i punti esclamativi cosa sono? Immaginate le stesse frasi con un bel punto fermo. Immaginate se queste adorabili elucubrazioni astratte su colori e filosofie fossero a servizio di una trama, di un arco, di una morale (punto esclamativo).
Una cosa va detta. Lasciare che Strega, Grande Madre e infine anche Bambola parlassero del mio personaggio con tanta individuale passione, a tratti ignorando che fosse una mia creazione e non una loro, mi ha regalato un breve, puro, momento di chiarezza.
E per lasciare che la modestia non ostacoli la verità: mi ha regalato un breve, puro, momento di gioia.
Il loro pronunciarci sicure di questo e di quello, mi ha fatto sentire responsabile d’avere creato un materiale che, come dire? Non è solo mio. Voglio dire: non dovrebbe essere solo mio?
È QUEL MOMENTO LÌ? — Quello in cui una creazione smette di appartenere all’autore? D’accordo, BBH non sa ancora scrivere HAPPY DREAM, ma ha per le mani una narrazione che gli altri trattano come reale. Se la performance sta costruendo un personaggio, cosa aspetta a rivelarlo col romanzo?
Adesso chiuderò questo laptop e mi toccheranno ore di prove costume, opinioni di Strega, opinioni di Grande mAdre e dulcis in fundo opinioni di Bambola.
E badate bene: se con jeans e maglietta si può difendere una certa autorità o irriverenza, agghindarsi dalla testa (letteralmente) ai piedi di rosa non lascia spazio alla modestia.
Alla prossima settimana HAPPIDREAMERS,
—BBH







